Soddisfazione per la grande partecipazione popolare, sconcerto per le parole del presidente del Senato la Russa, il passaggio del testimone a Paolo Lambertini segno di continuità: la prima volta senza Paolo Bolognesi sul palco del Due Agosto è una conferma dell’impegno alla ricerca della verità sulla strage alla stazione
BOLOGNA – La prima volta senza Paolo Bolognesi. Dal 1996 quando successe a Torquato Secci, Bolognesi ha sempre guidato l’associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, lo scorso anno gli successe il suo delfino, Paolo Lambertini, che sul palco ieri ha continuato nel solco dei suoi predecessori: ricerca della verità fino in fondo, nessuna ambiguità, il ruolo delle sentenze che dimostrano chiaramente la matrice neofascista del più grave attentato della storia repubblicana. Una continuità che ora deve trovare ragione in un altro piano ancora, quello degli intrighi internazionali. Sconcerto, per Bolognesi, hanno provocato le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa che ha chiesto di non fermarsi alla verità processuale, mentre la premier Giorgia Meloni ha parlato di generico terrorismo. Le coperture che la politica garantiva alla P2, i servizi deviati, una parte dello Stato che assicurava protezione a chi gestiva la strategia della tensione: questi i muri di gomma che si intrecciano con la strage di Bologna