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Il Tar dell’Emilia-Romagna annulla il provvedimento di “Bologna Città 30”

Il Tar dell’Emilia-Romagna ha accolto il ricorso dei tassisti e ha annullato il provvedimento. In particolare a saltare è il Piano particolareggiato del traffico urbano e le ordinanze istitutive delle zone in cui il limite di velocità è stato portato a 30km orari

BOLOGNA – Il Tar dell’Emilia-Romagna ha accolto il ricorso dei tassisti e ha annullato il provvedimento con cui il Comune di Bologna ha istituito la “Città 30”. In particolare viene annullato il Piano particolareggiato del traffico urbano e le ordinanze istitutive delle zone in cui il limite di velocità è stato portato a 30 chilometri orari, fermi restando gli ulteriori provvedimenti che l’Amministrazione intenderà adottare. Bologna “Città 30” è un provvedimento in vigore esattamente da due anni, dal 16 gennaio 2024 dopo una fase sperimentale.
Il principio (su cui si fonda il ricorso dei tassisti che il Tar ha accolto) è quello di un inasprimento del limite previsto del codice della strada: ovvero tutte le strade hanno il limite di 30 all’ora ad eccezione di quelle ad alto scorrimento dove il limite resta di 50. Il Tar ha contestato proprio questo punto, che era stato anche al centro del violentissimo scontro fra il sindaco di Bologna Matteo Lepore e il ministro dei trasporti Matteo Salvini al momento della sua introduzione: ovvero ha disposto che il limite di 30 deve essere disposto strada per strada e non generalizzato.
Secondo i dati del Comune di Bologna, nel primo anno la “Città 30” ha prodotto una diminuzione di circa il 13% degli incidenti totali, una riduzione del 50% dei morti, dell’11% di persone ferite e del 10% di incidenti con feriti.

La dichiarazione del sindaco, Matteo Lepore

“La sentenza del Tar pone questioni burocratiche sugli atti alle quali siamo pronti a rispondere, ma conferma una cosa importante: la funzione pianificatoria del Comune sui limiti di velocità. La Città 30 quindi andrà avanti. Le vittime della strada e i loro familiari ce lo chiedono e noi siamo con loro, con l’obiettivo che abbiamo sempre avuto e rivendicato: salvare vite sulla strada, ridurre e prevenire gli incidenti e in questi due anni abbiamo dimostrato che è possibile.
Domani terremo una conferenza stampa per entrare nel merito delle nostre prossime iniziative, proprio perché a questo scenario eravamo preparati. Il centro destra invece di collaborare sulla sicurezza stradale ha fatto di tutto per boicottare il nostro provvedimento.
Ringraziamo le associazioni dei familiari delle vittime della strada, gli attivisti, le città che stanno adottando questa misura, i tanti parlamentari e le forze politiche che sono al nostro fianco in questa battaglia”.

La dichiarazione dell’assessore alla Mobilità del Comune di Bologna, Michele Campaniello

“Apprendiamo dalle dichiarazioni di Galeazzo Bignami che il ricorso non è stato presentato da due tassisti, come inizialmente sostenuto, ma da Fratelli d’Italia. È quindi evidente che ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo di boicottaggio politico, messo in atto dal Governo sulla pelle dei cittadini.
Ancora una volta Bologna deve pagare lo scotto di non allinearsi alle scelte del Governo Meloni. Ma noi, come sempre, andremo avanti pensando esclusivamente al bene della comunità, alla sicurezza delle persone e all’interesse pubblico, non alle strumentalizzazioni politiche.
A chi oggi canta vittoria, vogliamo ricordare che Città 30 va avanti. Va avanti perché funziona, perché sta dando risultati concreti in termini di salvare la vita delle persone e di migliorare la qualità della vita, non perché qualcuno prova a cambiare le regole in corsa per fermare un provvedimento che ha dimostrato di essere efficace.
Bologna non si farà fermare da attacchi politici: continueremo a lavorare per una città più sicura e più giusta per tutte e tutti”.

Il commento del Comitato Bologna Città 30

“Accogliamo con rammarico la decisione del TAR che rimette in discussione – dal punto di vista formale e senza entrare nel merito dell’efficacia – un provvedimento che ha salvato tante vite, ha ridotto incidenti e persone ferite e migliorato la qualità della vita nella nostra città. Sconcertante è che ciò sia accaduto con il pieno coinvolgimento del Ministero dei trasporti, che ha la responsabilità massima della sicurezza stradale in Italia.
Secondo noi questo stop giudiziario deve essere solo temporaneo. Continuiamo a sostenere con determinazione questo modello, che segue il percorso tracciato da numerose realtà europee ed è già stato seguito da altre città italiane. Chiediamo al Comune di riformulare i provvedimenti per fare ripartire nuovamente la Città 30 secondo le indicazioni fornite dal TAR, e quindi di rilanciarla. Non possiamo arretrare su un obiettivo di civiltà come tutelare l’incolumità di tutte le persone sulla strada: è un diritto collettivo irrinunciabile”.

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