Dieci voti. Tanto è bastato all’Unione Europea per bloccare la ratifica del trattato sul Mercosur congelando la ratifica e aprendo una fase di stallo che rischia di durare mesi. Un passaggio tecnico solo in apparenza. Perché l’intesa con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay — negoziata per oltre vent’anni e chiusa politicamente nel dicembre 2024 — è diventata il terreno di scontro tra istituzioni europee
BOLOGNA – «L’accordo sul Mercosur porta solo vantaggi, soprattutto in questi giorni complicati: le tensioni geopolitiche, le Borse in calo. Votando contro, la Lega e i Cinque Stelle non fanno il bene del Paese». Lo afferma il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Sonia Bonfiglioli, presidente di Confindustria Area Emilia Centro, concorda con il manager modenese. Sulla carta, il Mercosur è un gigante. Nato nel 1991, rappresenta la sesta economia mondiale, con circa 270 milioni di abitanti (oltre ad Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, che hanno firmato il trattato, c’è anche la Bolivia, che ha da poco terminato la procedura di adesione). L’intesa con l’Unione europea darebbe vita alla più grande area di libero scambio del pianeta, oltre 700 milioni di consumatori, creando un asse strutturale tra le due sponde dell’Atlantico in un contesto globale sempre più segnato da barriere e tensioni commerciali.