Il commissario ha disposto fusioni e accorpamenti per il prossimo anno. I sindacati ribadiscono la loro netta contrarietà: atto unilaterale e ingiustificato – dicono
Con il decreto messo a punto dal commissario ad acta Bruno Di Palma, il dimensionamento della rete scolastica per il prossimo anno diviene realtà, dopo che il governo aveva commissariato la Regione per non aver adempiuto alla riduzione. Con accorpamenti, fusioni e rimodulazioni vengono meno 17 autonomie scolastiche: nel 2026/27 in tutta l’Emilia-Romagna saranno così 515, anziché 532 con tagli che riguardano tutte le province. A Bologna in particolare è stato disposto l’accorpamento del distretto didattico di Zola Predosa all’Istituto comprensivo di Zola Predosa; accorpamento dell’Ic di Rastignano a quello di Pianoro; accorpamento dell’Ic di Borgonuovo a quello di Sasso Marconi. Le Organizzazioni Sindacali regionali della scuola FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda UNAMS, SNALS CONFSAL e ANIEF ribadiscono la propria netta contrarietà. Si tratta, a giudizio dei sindacati, di “una decisione presa senza alcun confronto in un contesto regionale con i numeri in ordine a cui si aggiunge l’opacità del ministero che ha imposto il taglio senza fornire spiegazioni”. Per queste ragioni i sindacati chiedono “la sospensione degli effetti del decreto, che riteniamo grave e dannoso per l’offerta formativa e per l’organizzazione già di suo complessa del servizio scolastico nei territori”.