CORRELATI
Cronaca

Il centro di Bologna quasi libero dai cantieri, cittadini soddisfatti. VIDEO

Cronaca

Bloccati in Thailandia dalla guerra in Iran, ora possono tornare. VIDEO

Cronaca

Rinnovato il giardino Graziella Fava grazie al bilancio partecipato. VIDEO

Le sette vite della Fortitudo, che in rimonta da -14 batte Rimini 78-76

Sorokas e Anumba i migliori, con 43 punti in due, più rimbalzi e tanta sostanza. Per i biancoblù, è la 15° vittoria su 16 partite giocate al Paladozza

BOLOGNA – Persa, vinta, persa e poi vinta nuovamente, dopo un tempo supplementare. La Fortitudo ha sette vite, le stesse perse dai suoi tifosi nel veder vincere i biancoblù al Paladozza contro Rimini, ko 78-76 dopo 45 minuti di su e giù, che alla fine premiano gli uomini di Caja, che restano in scia a Brindisi, mantengono invariate le distanze con la capolista Pesaro e creano un primo mini-solco rispetto alle inseguitrici, in attesa di pareggiare, tutti, il numero di gare disputate in questo campionato.

Madison tutto esaurito (o quasi) e clima come sempre incandescente ad accogliere l’Aquila dopo la sosta, con Perkovic nei 12 e Moore, pur recuperato dall’infortunio, a sedere a bordo panchina, assieme ai lungodegenti Benvenuti e Mazzola. Tra i recuperati anche Della Rosa e Moretti, a cui Caja concede qualche sprazzo, prima di capire presto che non sarebbe stata serata, per nessuno dei due. E nei primi 20 minuti, non è serata nemmeno per la Fortitudo, che scende in campo in versione trasferta, difendendo male e tirando peggio, inseguendo e faticando sempre. Tanto che, all’intervallo, il tabellone segna +13 Rimini, 41-28, e ringraziare: il pensiero di tanti.

Al rientro Sorokas subito, e Anumba poi – i due migliori per distacco del sabato sera in Piazza Azzarita -, suonano la carica, ma Rimini continua a comandare, ricacciando dietro ogni tentativo di rimonta dell’Aquila che, oltre al -6, non riesce ad andare, chiudendo i primi 30 minuti sul 57-50. Così, l’ultimo quarto coincide anche con l’ultimo assalto dei biancoblù: Imbrò, Sarto e De Vico, assestano la prima spallata, Camara si prende tecnico e Dell’Agnello lo dimentica in panchina. Poi ancora Anumba e Sorokas firmano pareggio e sorpasso: 61-59, a 5 minuti dal gong. Equilibrio in volata, che Tomassini spezza con la bomba del +3 a 35” dal termine. Sembra fatta per Rimini, invece, lo stesso Tomassini regala a Sorokas il 2+1 che trascina la gara al supplementare.

Altro giro, altra volata, con Imbrò da quasi centrocampo a scrivere +4 e l’ex Ogden a graffiare dall’arco per il -1 dei romagnoli che, complice l’infrazione di 5 secondi sulla rimessa della F, si trovano incredibilmente tra le mani il pallone per vincerla. Ma il regalo dei biancoblù non viene scartato: Marini pasticcia e Sorokas pianta il libero della staffa. Vince la Fortitudo, che fa 15/16 in casa, nonostante il 25/80 totale al tiro, ma con cuore e attributi. Adesso qualche ora per recuperare, poi, mercoledì, la trasferta proibitiva di Pesaro.

© Riproduzione riservata

CONDIVIDI

SEGUICI SUI SOCIAL
Cerca nel sito