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Tre le pietre d’inciampo che compaiono ora davanti alle abitazioni di tre caduti bolognesi vittime della strage avvenuta al Poligono di Tiro di Cibeno nel luglio del 1944. Furono in totale 67 gli internati politici prelevati dal campo di concentramento di Fossoli e trucidati dalle SS naziste

BOLOGNA – È Armando Mazzoli ad essere ricordato in via Rimesse, Primo Biagini in via Rocchi ed Emanuele Giovanelli in viale Oriani. Tre pietre d’inciampo collocate di fronte a quelle che all’epoca erano le abitazioni dei tre caduti bolognesi, tra i 67 martiri di Fossoli, ricordati da un progetto della Fondazione Fossoli e dell’Associazione nazionale ex deportati con il coinvolgimento di alcune scuole del territorio. 

Le pietre d’inciampo realizzate dall’artista Gunter Demnig ricordano la strage avvenuta al Poligono di Tiro di Cibeno del 12 luglio 1944, dove le SS naziste fucilarono 67 internati politici prelevati dal campo di concentramento di Fossoli. La riesumazione e il riconoscimento dei corpi avvenne a meno di un mese dalla liberazione del 1945 e non seguì giustizia: i processi iniziati sono stati nel tempo insabbiati, i fascicoli per anni nascosti in quello che è passato alla storia come l’ “armadio della vergogna”. 

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