Ammesse tutte le parti civili: famiglia della vittima, Comune di Bologna e sindacati. Jelenic non ha mai spiegato il movente
BOLOGNA – E’ cominciato questa mattina, davanti alla Corte d’Assise di Bologna, presieduta dal giudice Pasquale Liccardo, il processo con giudizio immediato per l’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno 34enne accoltellato a morte alla schiena, mentre era fuori servizio, la sera del 5 gennaio, nel parcheggio del piazzale Ovest della stazione di Bologna, riservato ai dipendenti di Ferrovie. In aula la fidanzata di Alessandro, Francesca Ballotta, e lo zio, Gianni.
Unico imputato Marin Jelenic, croato 36enne, senza fissa dimora, arrestato la sera dell’Epifania a Desenzano del Garda dopo una fuga durata 24 ore: è accusato di omicidio aggravato. La difesa ha chiesto una perizia psichiatrica in particolare per l’atteggiamento dell’imputato che secondo il legale sembra a tratti assente. Di diverso avviso la corte che ha negato l’accertamento ritenendo il croato in grado di intendere e di stare nel processo. Ammesse tutte le parti civili: i genitori della vittima, il Comune di Bologna, la Filt Cgil e la Fit Cisl. Ancora sconosciuto il movente, Jelenic non ha mai parlato.