Forniva servizi che permettevano di trasformare denaro contante in criptovalute, attraverso uno strumento del tutto simile a un bancomat: la guardia di finanza di Bologna ha posto sotto amministrazione giudiziaria una società di Bologna attiva in tutta Italia
BOLOGNA – Utilizzava cripto Atm per trasformare i contanti versati in criptovalute, senza avere l’autorizzazione per farlo e violando le stringenti norme italiane, in vigore da inizio 2026, in merito alla moneta virtuale. In più, in base alle indagini della guardia di finanza di Bologna, molte delle operazioni era a forte sospetto di riciclaggio. Per questo il tribunale ha disposto per la società l’amministrazione giudiziaria. Contemporaneamente è stato eseguito il sequestro di 39 cripto Atm, sparsi in tutta Italia, e denaro contante per 380mila euro: bloccato il sito web utilizzato per pubblicizzare l’attività di criptovalute. Il provvedimento, spiegano le fiamme gialle, applicherebbe per la prima volta uno strumento di controllo antimafia al settore delle criptovalute. Del resto, la possibilità di trasformare denaro contante in ‘valuta virtuale’, spiegano i finanzieri, “accresce significativamente i rischi di infiltrazioni criminali nell’economia legale ” e rende anche più semplice riciclare denaro sporco. Ricostruito un giro di denaro convertito per milioni di euro. Ora è stato nominato un amministratore incaricato di adottare più efficaci presidi di controllo dell’attività della società.