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Non fa esami per la depressione e rischia espulsione, il Tar le dà ragione. VIDEO

Una studentessa 24enne dell’Alma Mater, nata in Cina e di nazionalità kazaka si è vista rifiutare rinnovo di permesso di soggiorno per motivi di studio perché non aveva superato il numero minimo di esami richiesti. Ma il Tar le ha dato ragione: problemi di salute

BOLOGNA – Era arrivata a Bologna nel 2021 dal Kazakistan, dove aveva lasciato la sua famiglia, e si era immatricolata all’Alma Mater, scegliendo come facoltà Scienze statistiche. L’iscrizione all’università le ha consentito di ottenere il permesso di soggiorno per motivi di studio, ma dopo il secondo anno fuori corso la sua richiesta di rinnovo era stata respinta perché non aveva superato il numero minimo di esami richiesti. Solo 38 crediti maturati sui 180 necessari, un intero anno accademico senza nuovi voti sul libretto. Troppo poco per la Questura, che a dicembre 2025 le ha detto di no. Lei però a gennaio 2026, tramite il patronato Acli, è entrata in contatto con l’avvocata Dorina Merdini e insieme hanno presentato ricorso, evidenziando che non era stata considerata la deroga prevista per gravi motivi di salute debitamente documentati. La ragazza 24enne aveva infatti presentato dei referti dove si segnalava la presenza di una sintomatologia depressiva che la affliggeva, insorta nel 2022 poco dopo il trasferimento in Italia, con specifico riferimento alle conseguenze sul ridotto rendimento nello studio. E il Tar dell’Emilia- Romagna le ha dato ragione

Una storia esemplare quindi. Non tutte finiscono così, sottolinea la legale, ma secondo il collegio del Tar la stringente disposizione andrebbe applicata “cum grano salis” al caso specifico, ed è stata lei stessa a comunicare – appena uscita dall’aula – l’esito del ricorso alla sua assistita

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