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Philip Morris, scontro tra sindacati e azienda: domani un’assemblea davanti ai cancelli. VIDEO

Assemblea pubblica domani mattina e un pacchetto di 16 ore di sciopero: nessun accordo raggiunto dopo mesi di trattative alla Philip Morris di fronte a gravi carenze di organico, carichi di lavoro insostenibili e investimenti a rischio

CRESPELLANO (Bologna) – Si sono conclusi con la proclamazione di 16 ore di sciopero e con la convocazione di un’assemblea pubblica nella giornata di domani i mesi di trattative tra i sindacati e la Philip Morris di Bologna. Organico insufficiente, carichi di lavoro insostenibili e investimenti a rischio. Per questo i sindacati lanciano l’allarme per “un polo industriale strategico che senza adeguate scelte organizzative – dicono – potrebbe rischiare il declino”. I volumi produttivi si stanno riducendo ma non per difficoltà legate al mercato. Tra i segnali che preoccupano anche la recente perdita della priorità su un progetto, investimento fondamentale per il rilancio di Bologna presentato poche settimane fa e già dirottato verso siti esteri. Una concorrenza con gli altri siti europei che rischia di portare la multinazionale ad un disimpegno nei confronti dell’Italia. Per di più – denunciano i sindacati – l’azienda ha trascinato” la discussione a ridosso della pausa estiva venendo così meno all’impegno di chiudere l’intesa in tempi rapidi. “L’azienda deve invertire la rotta immediatamente. Non assisteremo – dicono i sindacati – in silenzio allo svuotamento industriale di questo sito”. 

La replica di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna

In una nota Philip Morris “smentisce categoricamente ogni ipotesi di ridimensionamento industriale e conferma il proprio impegno a garantire piena occupazione e a realizzare tutti gli investimenti fin qui annunciati”. L’azienda “esprime al contempo sorpresa per i toni di allarme utilizzati rispetto al futuro dell’impianto di Bologna, che sin dalla sua nascita rappresenta un polo strategico per il Gruppo a livello globale” e che oggi “impiega oltre 2.000 persone, un dato in regolare crescita sin dall’apertura del polo produttivo”. Philip Morris ribadisce poi “la propria disponibilità a proseguire il dialogo aperto con le parti sociali – nonché con le istituzioni locali – con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise che tutelino le persone, valorizzino il lavoro e rafforzino ulteriormente la competitività del sito nel lungo periodo, quale polo produttivo d’avanguardia per l’azienda a livello globale”

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