Il giovanissimo pilota bolognese stava volando dopo il pit stop e avrebbe quasi sicuramente ripreso Leclerc, se la macchina non lo avesse abbandonato
BOLOGNA – Poteva essere l’occasione per dare uno scossone alla classifica, un importante passo in avanti verso il titolo, e invece la sfortuna ci ha messo lo zampino. Kimi stava volando dopo il pit stop e avrebbe quasi sicuramente ripreso Leclerc, se la macchina non lo avesse abbandonato.
Il problema sembra esser stato al wheel shield, una rottura istantanea di una specifica carenatura o deflettore aerodinamico introdotto per coprire parzialmente lo pneumatico; la sua Mercedes è stata costretta a rallentare e anche se poi è riuscito a riprendersi la frittata ormai era fatta. Dunque tanto di guadagnato per la Ferrari, con la bella vittoria di un Leclerc rigenerato che era comunque partito fortissimo e ha meritato il successo, e colpo di fortuna per Russell, compagno di Kimi, arrivato secondo senza nemmeno sapere come.
Mondiale dunque riaperto e sembrava difficile crederci fino a tre gran premi fa dopo le cinque vittorie di fila del ragazzo prodigio di Casalecchio , in testa prepotentemente alla classifica iridata come non accadeva dagli anni Cinquanta con Farina e Ascari. Ora Kimi conserva soli 25 punti di vantaggio nei confronti del suo rivale interno e 32 sul primo ferrarista in scia, Lewis Hamilton, che senza l’improvvida safety car nel finale a Silverstone di punti di ritardo ne avrebbe anche meno, e sarebbe secondo proprio davanti al connazionale; e non molto più lontano, a 71 punti, c’è Charles Leclerc; ora arrivano , a breve distanza, due gare: in Belgio si corre domenica 19 luglio, in Ungheria domenica 26: l’Italia dei motori sogna con il cavallino e con il 19enne bolognese che, pur non nascondendo la sua delusione, non si abbatte e guarda avanti.