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BOLOGNA – Sono dati allarmanti quelli raccolti dallo studio di UIL Emilia-Romagna che nonostante il basso tasso di disoccupazione mette in luce anche come l’80% dei nuovi rapporti di lavoro avvenga con forme contrattuali precarie, ma anche come quasi un contratto su tre abbia in realtà una durata minore di trenta giorni. 

Un precariato che spopola, dunque, e che sta diventando il principale produttore di povertà e di disuguaglianza su tutto il territorio regionale con redditi insufficienti, difficoltà nel potersi permettere una casa, giovani che rinunciano ad una propria autonomia e a fare progetti per il futuro, ma anche famiglie sempre più in difficoltà. 

Continuare a produrre occupazione che resta, però, precaria non guarda in alcun modo al benessere dei lavoratori. E UIL Emilia-Romagna è critica nei confronti della politica che non vuole guardare al Paese reale. Per questo, la richiesta è quella di un nuovo Patto per il lavoro che metta finalmente al centro un’occupazione di qualità attraverso un contrasto al precariato, politiche industriali capaci di creare una stabilità lavorativa, un rilancio dei redditi e una vera giustizia fiscale che possa restituire potere d’acquisto ai lavoratori.

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