Prima di arrivare in piazza, i familiari di Fakir hanno incontrato il sindaco a Palazzo d’Accursio. Un incontro privato
BOLOGNA – “Non vogliamo violenza, non chiediamo vendetta. Vogliamo la verità”. Sono le parole scandite dallo scalone di Sala Borsa da Yossra Fakir, nipote del 42enne morto domenica al Pilastro, dopo l’intervento della Polizia. Ad ascoltarle oltre 5mila persone, quelle che ieri sera hanno riempito piazza del Nettuno rispondendo all’appello lanciato dal sindaco Lepore di riunirsi per stringersi intorno alla famiglia di Abderrahim. Una piazza commossa e variegata: presenti i rappresentanti di tutti i partiti di centrosinistra – Pd, Coalizione civica, Movimento cinque Stelle, i Verdi -, la Cgil bolognese e regionale, l’Usb, l’Arci e l’Anpi. E migliaia di cittadini e cittadine, per chiedere giustizia. “Il Comune di Bologna tutti gli anni si è impegnato per avere la verità sul 2 agosto e non rinunceremo alla nostra democrazia oggi” ha detto Lepore
Prima di arrivare in piazza, i familiari di Fakir hanno incontrato il sindaco a Palazzo d’Accursio. Un incontro privato al quale ha partecipato anche il presidente della Comunità islamica di Bologna, Yassine Lafram