La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta per i reati, a vario titolo, di danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e travisamento
BOLOGNA– Sono 12 gli indagati per gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine andati in scena la sera del 20 luglio, come protesta per la morte di Abderrahim Fakir; la Procura di Bologna ha aperto ufficialmente un fascicolo d’inchiesta affidato al Pubblico ministero Stefano Dambruoso e le accuse sono a vario titolo resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento. Tra gli indagati c’è anche il 20enne che venne arrestato durante i disordini e poi rimesso in libertà il giorno successivo con un divieto di dimora nella Città metropolitana di Bologna e per il quale il processo comincerà il 9 settembre. Intanto la Procura risponde alla richiesta, avanzata dall’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Fakir di affidare le indagini sulla morte dell’uomo ad un altro corpo di polizia, diverso dalla squadra Mobile. “la garanzia migliore di terzieta’ è il coordinamento dei Pm” e le indagini-fa sapere la Procura di Bologna- vengono seguite da un pool di magistrati”, il pm Domenico Ambrosino e la sostituta Francesca Arienti , insieme alla procuratrice aggiunta Morena Plazzi.
A quanto si apprende i magistrati che si occupano delle indagini stanno sentendo in prima persona gran parte dei testimoni per ricostruire quanto è successo al Pilastro. Inoltre, considerando la mole di video che hanno ripreso gli ultimi minuti della vita di Fakir, per i pm è molto importante, in questa fase, analizzare i filmati per avere una ricostruzione tecnicamente attendibile e cronologicamente logica di queste immagini, sulla base della quale poi verificare se ci sono dei punti e degli aspetti da approfondire.