CORRELATI
Cronaca

La Regione rafforza la sicurezza nelle stazioni ferroviarie. VIDEO

Cronaca

Federconsumatori: “E’ allarme costi per i carburanti”. VIDEO

Cronaca

Chiromante “in nero” con reddito di cittadinanza, scoperta a Bologna. VIDEO

Il ritorno del “Mancio” in nazionale e il suo legame con Bologna. VIDEO

Dall’esordio in Serie A ai ritorni lampo in città, che per lui è e sempre sarà casa

BOLOGNA– “Mancio” di nuovo ct, Roberto Mancini si è ripresentato alla Nazionale. Tre anni quasi esatti dopo il burrascoso addio all’azzurro, seguito all’Europeo vinto in Inghilterra ma anche da una mancata qualificazione ai Mondiali – ne sarebbe poi arrivata un’altra poco dopo. Per l’allenatore jesino si apre così il secondo mandato da commissario tecnico e il pensiero, in città, non può che andare sì all’ultimo lampo dell’Italia calcistica nella notte di Wembley e a quell’abbraccio, diventato storia, con il compianto Luca Vialli, ma anche agli inizi della lunga e luminosa carriera da giocatore del “Mancio”, cominciata a Bologna, in rossoblù. Quando arrivò giovanissimo a Casteldebole, nel ’77, quando Marino Perani, icona rossoblù e all’epoca responsabile del settore giovanile, nota e annota il nome di un 13enne di belle speranze, acquistandone il cartellino per una cifra simbolica: 5 milioni di vecchie lire e Mancini passa dall’Aurora Jesi al Bologna. Gli inizi complessi, dati dalla giovane età e dalla distanza da casa, poi il talento, vero, sboccia, esce e brilla. Il 30 settembre del 1981, Tarcisio Burgnich, in panchina, lo lancia in Serie A, dopo aver fatto lo stesso in Coppa Italia ad inizio mese, quando il “Mancio” ancora deve compiere 17 anni. E’ il 4 ottobre, invece, quando a Como Mancini realizza il suo primo centro nel massimo campionato, diventando uno dei più giovani di sempre a riuscirci. Saranno nove alla fine i gol, in 30 partite, da neanche maggiorenne: un predestinato, come poi si è visto col tempo. A fine stagione la prima e amara retrocessione in B di sempre dei rossoblù e la cessione, contestatissima, di Roberto alla Samp. Ma addio non fu mai, nonostante le tante tappe toccate in carriera. Bologna e Mancini non si sono mai lasciate, anzi, la città è diventata e lo è tutt’ora porto sicuro per il “Mancio”, che qui passa e sosta sempre volentieri, tra amici di lunga data e luoghi che ormai ha fatto suoi. Le strade torneranno ad incrociarsi il prossimo 5 ottobre al Dall’Aria, quando Mancini, sulla panchina azzurra, tornerà finalmente a respirare aria di casa, nella delicata sfida di Nations League contro la Turchia di Montella. Un momento per ritrovarsi: un nuovo punto di inizio, si spera, per ricominciare a sognare.

© Riproduzione riservata

CONDIVIDI

SEGUICI SUI SOCIAL
Cerca nel sito