Anche in questo 46esimo anniversario, le celebrazioni in ricordo di chi ha perso la vita nella strage alla stazione di Bologna sono partite da villa Torchi, in Corticella, e dalle vittime più giovani. A loro è stata dedicata come sempre l’iniziativa che si tiene alla vigilia del corteo. E proprio in vista di domani, anche il presidente dell’Associazione dei familiari Paolo Lambertini lancia un appello per una partecipazione nutrita e composta
BOLOGNA – Ha voluto esserci anche quest’anno Horst Mader, che il 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna ha perso la moglie e due dei suoi tre figli. I loro nomi compaiono tra quelli delle 7 vittime più giovani della strage, nella lapide del giardino di villa Torchi, dove come ormai da tradizione Corticella e non solo si è riunita alla vigilia del 46esimo anniversario. Proprio per il fatto che quest’anno il 2 agosto arriva in un momento molto particolare per la città, ancora segnata dalla morte di Adberrahim Fakir al Pilastro e da tutte le polemiche conseguenti, anche Lambertini lancia un appello. Per Lambertini tra l’altro questo sarà il primo 2 agosto da presidente dell’Associazione trai familiari della vittime della strage.