CORRELATI
Cronaca

Raffrescamento aule, Ara: “Manteniamo l’impegno”. VIDEO

Cronaca

Stadio, Emil Banca: “Progetto convincente”. VIDEO

Cronaca

Tram, a Porta san Felice al via i lavori di asfaltatura. VIDEO

E’ morto Francesco Guccini, uno dei più grandi cantautori italiani

Aveva 86 anni ed era malato da tempo, si è spento nella sua casa a Pavana, Appennino toscano, circondato dalla famiglia

BOLOGNA – Il Maestrone se n’è andato. A 86 anni è morto Francesco Guccini. Si è spento questa mattina a Pavana, sull’appennino pistoiese, circondato dall’affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari. Lì dove si era trasferito nel 2000, lasciando la sua casa di via Paolo Fabbri 43 e Bologna, dove “è cominciato tutto”. Lo ha ricordava ancora due anni fa da piazza Maggiore, quando era tornato nel quarantennale di Tra la via Emilia e il West, il memorabile concerto del 21 giugno 1984 con cui celebrava i suoi primi 20 anni di carriera.

Diceva che ormai aveva paura del traffico quando torna in città. Ma che non dimenticava, e in qualche modo rimpiangeva, quegli anni di “Bohéme confortevole giocata fra casa e osterie, uando a ogni bicchiere rimbalzavano le filosofie”. Nato a Modena il 14 giugno 1940, Guccini è stato tra i più importanti cantautori italiani. Debuttò nel 1967 e in quasi 60 anni di carriera è stato autore di oltre venti album e ha scritto canzoni che sono entrate nella storia della musica italiana come Dio è morto, La locomotiva, Eskimo e Canzone per un’amica. Accanto alla musica ha coltivato anche l’attività di scrittore, pubblicando romanzi, saggi e opere di narrativa.

A dare la notizia della sua morte è stata la famiglia, che ha fatto sapere come, nel rispetto delle volontà dell’artista, “le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata”. Nel comunicato, i familiari chiedono inoltre “che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità” e ringraziano “tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto”.  Sempre la famiglia ha fatto sapere che per permettere a chi lo amava di ricordarlo un’ultima volta, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre.

Modenese di nascita e bolognese di adozione,  nel 1940, si spostò già da piccolo a Pàvana, paese dei nonni paterni. A 20 anni si trasferì poi a Bologna e dopo il servizio militare decise di tornare all’università, Facoltà di Magistero con indirizzo in Materie Letterarie. Poi la musica ebbe il sopravvento. Prima come autore dell’Equipe 84, poi per i Nomadi e per Caterina Caselli. Una vita fatta di musica, passione e imepgno.

Il suo ultimo album in studio, Canzoni da osteria, è uscito nel novembre 2023 ed è stato certificato disco d’oro. Negli ultimi anni anche in occasione di incontri pubblici aveva parlato dei suoi problemi di salute, come la maculopatia bilaterale che non gli permetteva più neanche di leggere. Un poeta civile e politico sempre attuale, ha scritto canzoni che hanno segnato intere generazioni

© Riproduzione riservata

CONDIVIDI

SEGUICI SUI SOCIAL
Cerca nel sito