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Insieme in via Paolo Fabbri c’erano tante generazioni, chitarre, vino e lacrime. “Se i giovani conoscono a memoria le sue parole allora c’è ancora speranza” dice chi ha vissuto quegli anni

 

BOLOGNA – Non era l’alba, ma c’erano gatti e poeti, al party di via Paolo Fabbri 43, cantato per la prima volta giusto 50 anni fa. Generazioni diverse, lontane ma unite dai versi, tante chitarre, altrettante lacrime, il vino sotto al portone per chi non smette di aspettare il poeta che se ne va. In una strada che resta, dentro un mondo cambiato.

Eppure Cirano, Vedi Cara, Autogrill, i grandi classici dall’Avvelenata in giù non perdono niente della loro forza universale.

Come cantava lui, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già

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