Alla mobilitazione a Roma contro il DDL stupri e l’eliminazione della parola “consenso” da parte della senatrice Bongiorno ha preso parte anche la CGIL di Bologna. La richiesta avanzata insieme a realtà e associazioni è quella di politiche paritarie che mettano al centro i diritti delle donne e che possano aiutarle nel raggiungere un’indipendenza economica
ROMA – Anche la CGIL di Bologna è scesa in piazza a Roma insieme a centri antiviolenza, numerose realtà e associazioni per prendere parte alla mobilitazione nazionale contro il DDL stupri e in particolare alla modifica introdotta dalla senatrice Giulia Bongiorno che vede un’eliminazione della parola “consenso”. La violenza sulle donne è frutto di un sistema patriarcale che rimane profondamente radicata nella nostra società e, anzi, va peggiorando anche a causa – a detta del sindacato – delle politiche del Governo che non guardano alle disuguaglianze e alla precarietà con cui devono fare i conti le donne.
CGIL di Bologna, attiva sul nostro territorio anche con uno sportello di ascolto e di supporto contro molestie e violenze sui luoghi di lavoro e non, ha sfilato per le vie della Capitale per chiedere una politica paritaria che possa guardare ai diritti delle donne e a perseguire una loro indipendenza economica.