Torniamo a parlare di caldo: ieri a Bologna si sono superati i 40 gradi di massima e la minime non è scesa sotto i 26, temperature che fanno pensare che il 2026 supererà il record del 2003, fino ad ora l’estate più infermale di sempre. Oggi la colonnina di mercurio è scesa di qualche grado, pochi, ma abbastanza da far rientrare l’allerta temperature estreme, anche se nelle città il disagio bioclimatico resta forte. E resta grave il problema in agricoltura: le ondate di calore hanno ridotto la produzione ma prezzi del mercato per i contadini restano bassi. Confagricoltura chiede politiche nazionali ed europee a sostegno dei produttori
BOLOGNA – È a rischio la sostenibilità economica della frutticoltura in Regione. A mettere in guardia sulla grave condizione in cui riversa uno dei comparti più importanti e strategici dell’agricoltura regionale è Confagricoltura Emilia-Romagna. Di fronte ad un calo di produzione dovuto al caldo e agli eventi climatici estremi si affianca il netto aumento dei costi legati alla produzione, mentre il mercato continua a ridimensionare i prezzi alle imprese agricole, che restano bassi e addirittura in calo comprimendo così ulteriormente i loro margini di guadagno.
“Qualcosa nella distribuzione del valore lungo la filiera non funziona”: è critica Confagricoltura Emilia-Romagna che chiede alla politica e al Ministero dell’Agricoltura di intervenire a tutela delle produzioni agricole.
Servono politiche adeguate per garantire la competitività delle imprese, la reciprocità degli scambi internazionali, ma si chiede anche di investire per far fronte ai cambiamenti climatici e puntare ad una distribuzione più equa del valore lungo tutta la filiera.