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Aerei, restrizioni negli aeroporti italiani. Cresce l’allarme carburante, mercoledì vertice a Bruxelles ma al Marconi si vola regolarmente. Il caso delle raffinerie in Sicilia e Sardegna che producono per gli Stati Uniti

BOLOGNA – I timori sulla carenza dei carburanti per i velivoli, mercoledì planano a Bruxelles. Per la prima volta dall’inizio del conflitto in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz, i funzionari della Commissione europea incontreranno i rappresentanti del trasporto aereo del continente non soltanto per fare il punto, ma anche per provare a rispondere ad alcune domande cruciali. Mentre la situazione negli aeroporti italiani continua a subire fibrillazioni: fino a stamattina a Brindisi non si poteva caricare il cherosene. Reggio Calabria ha introdotto un limite di 3 mila litri ad aereo e Pescara si ritrova con una sola autocisterna. Questo si aggiunge alle restrizioni a Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna. Ma per il momento allo scalo Marconi non si registrano problemi.

Vettori e società di gestione aeroportuale volano a vista in quanto non sanno di preciso quale sia l’attuale capacità produttiva delle raffinerie europee e quanto si possa avere nei prossimi mesi. In Europa una tonnellata di cherosene ha sfondato i 1.900 dollari, più del doppio rispetto alla fine di febbraio. La bolletta energetica di solito rappresenta il 20-25% dei costi operativi complessivi, questo significa che ha già raggiunto il 40-50% questi giorni. Nel breve termine, alcune compagnie sono parzialmente protette da strategie di copertura del carburante (fuel hedging), fra queste c’ è Ita Airways che ha assicurato l’80% del fabbisogno per i prossimi nove mesi. Protezioni elevate anche per Ryanair, Qantas, il gruppo Lufthansa. Nessuna protezione per le compagnie americane che però, storia nella storia, raffinano in Italia, a Priolo in Sicilia ed a Saarroch in Sardegna dove gli attuali proprietari dei due poli hanno stretto rapporto con l’America, che diventa il principale cliente, nonostante il greggio venga raffinato in Italia, tema che interessa anche i possessori di automobili con motore Diesel, il cui prezzo, in autostrada, sfiora oggi i 2,70 euro servito.

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