La legge regionale sugli affitti brevi impugnata dal Governo va a colmare un vuoto legislativo nazionale. Secondo CGIL e Sunia Emilia-Romagna l’assenza di una norma nazionale dimostra come gli interessi del Governo siano per impresa e mercato e non per i bisogni sociali di fronte a una crisi abitativa dilagante
BOLOGNA – “Non solo giusta ma anche necessaria la scelta della Regione di intervenire con una legge sul fenomeno degli affitti brevi, dando ai Comuni la possibilità e gli strumenti per regolamentarlo”. Le organizzazioni sindacali – CGIL e Sunia Emilia-Romagna – auspicano ora che la Corte Costituzionale confermi la legittimità della legge regionale impugnata dal Governo, come già avvenuto nei confronti della Regione Toscana. L’assenza di una norma nazionale sulla locazione breve a uso turistico, denunciano da Sunia, dimostra gli interessi del Governo per impresa e mercato a scapito dei bisogni sociali legati ad una crisi abitativa sempre più dilagante.
Serve un Piano Casa Nazionale: è questo ciò che le organizzazioni sindacali rivendicano ormai da anni per poter ampliare l’edilizia popolare e sociale. In affiancamento, chiaramente, a misure di supporto all’affitto. E la legge regionale si propone di colmare proprio questo vuoto normativo rafforzando gli strumenti a disposizione di amministrazioni ed enti locali per regolamentare gli affitti brevi a seconda delle specificità territoriali.