Non tutti i settori arretrano allo stesso modo, ma quasi tutti mostrano prudenza. Dopo un 2025 complicato e in un clima di forte incertezza che caratterizza la fine del 2026, a causa delle tensioni internazionali, Cna Emilia Romagna ha presentato i dati del suo osservatorio congiuntuale, che analizza le micro e piccole imprese della regione
BOLOGNA – Non un crollo generalizzato, ma un indebolimento diffuso. Il 2025 è stato un anno di passaggio complicato, anche per le micro e piccole imprese attive in regione. Lo rivela TrendER 2026, l’appuntamento annuale promosso da CNA Emilia-Romagna, in collaborazione con ISTAT, che ha analizzato un campione di 11.848 realtà produttive. Emergono un meno 1,2 per cento nei ricavi complessivi, in peggioramento rispetto al 2024 e al 2023, una diminuzione degli investimenti del 24 per cento, la voce più preoccuante, mentre i consumi sono scesi del 3,3 per cento. L’unica voce in lieve crescita è quella delle retribuzioni, più 1,3 per cento, ma comunque un progressivo indebolimento nel corso dell’anno. Le costruzioni sono il settore più colpito e anche il manifatturiero resta in una fase complicata ma con una particolare contotendenza.
La risposta a questo quadro e alle incertezze per i prossimi mesi dovute alla situazione globale, passano quindi osserva la Regione, dall’Europa i una revisione del bilancio plriennale che si sta predispondendo. ma non solo.