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Manifestazione partita dal giardino Parker Lennon e arrivata al Pilastro, dove si trova il cantiere del Museo: lungo il percorso inferriate del tram divelte e scritte sui muri

BOLOGNA – Scritte sulla sede del quartiere San Donato dove è anche stata rotta la porta in vetro; il comando della Guardia di finanza di via Magazzari imbrattato; inferriate dei cantieri del tram incontrati lungo il percorso divelte e scaraventate a terra; giornalisti, giornaliste, fotografi e operatori insultati, invitati a non fare fotografie o riprese con manate davanti agli obiettivi e una cronista sporcata con vernice spray e acqua.

Sono alcuni fotogrammi del corteo dei Mubasta partito nel pomeriggio di domenica dal giardino Parker Lennon in via Del Lavoro con destinazione il parco Mitilini-Moneta-Stefanini al Pilastro, dove si trova il cantiere del Museo dei bambini e delle bambine. Una manifestazione che ha attraversato il quartiere San Donato, accompagnato da cori contro il sindaco, la sua Giunta e il Pd come “Questa notte ho fatto un sogno, il cantiere non c’era più, Lepore a testa in giù”, oppure questo, davanti alla sede provinciale del Pd di via Andreini

Il corteo – alla partenza circa 300 persone, all’arrivo un centinaio – ha poi raggiunto via Pirandello, al Pilastro, e il cantiere del Muba. Lì i manifestanti hanno lanciato bottiglie di vetro, arance e altri oggetti contro gli agenti di Polizia in tenuta antisommossa per poi spostarsi davanti alle inferriate messe a protezione del cantiere, colpite con pugni e bastoni. Momenti di tensione ai quali non sono seguiti scontri con le forze dell’ordine.

Oltre ai rappresentanti di Mubasta e ai comitati che si oppongono al progetto e che da settimane manifestano contro la sua realizzazione, tra i partecipanti anche i no Besta – con una tappa del corteo proprio davanti al parco Don Bosco, teatro di un’altra protesta ambientalista qualche anno fa -; quelli del Lazzaretto autogestito; di Cambiare rotta e – dalle scritte apparse sulla sede del Quartiere – persone di area anarchica

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