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A comunicarlo un parente, questa mattina sono stati deposti fiori davanti al liceo Righi che il ragazzo frequentava

BOLOGNA – IA metà mattina, davanti al portone chiuso del liceo Righi, una signora depone una rosa bianca. C’è anche una busta con su scritto ‘Per la mamma di Giovanni’. Il sedicenne Giovanni Tamburi è ormai ufficialmente una delle vittime della strage di Capodanno a Crans Montana. La conferma è arrivata dal Dna: è stato identificato assieme ad altri due giovanissimi italiani, Achille Barosi ed Emanuele Galeppini. E a loro si è poi aggiunta, in una conta non ancora definitiva, Chiara Costanzo. Il ragazzo, figlio di Giuseppe Tamburi, imprenditore bolognese alla guida dell’impresa di import Rinaldi 1957, era in Svizzera per passare le vacanze nella casa del padre e aveva deciso di festeggiare il nuovo anno con gli amici nel locale Le Costellation abitualmente frequentato da suoi coetanei. Poi la tragedia, su cui la procura elvetica ha aperto un’inchiesta per incendio, lesioni e omicidio per negligenza. La mamma di Giovanni, Carla Masiello, già il primo gennaio aveva lanciato un appello perchè non aveva più notizie del figlio: due giorni dopo è purtroppo arrivata quella più crudele. Il 16enne al Righi frequentava la classe terza P dello scientifico: “La tragica scomparsa di Giovanni, studente esemplare e di animo generoso, lascia un vuoto profondo. In questo momento di immenso dolore, l’intera Comunità scolastica si stringe alla famiglia con un forte abbraccio”, ha scritto il liceo sul suo sito internet. E sull’account Instagram sono subito intervenuti anche i rappresentanti di istituto, con una storia “Ci impegneremo al massimo per far sì che Giovanni non venga dimenticato nella nostra scuola. In questo momento difficile è importante rimanere uniti come studenti e far sentire l’importanza di ognuno di noi”, è stato il loro messaggio. “A 16 anni non si può accettare – ha detto invece il cardinale Zuppi esprimendo solidarietà e vicinanza alla famiglia -Di fronte al Mistero delle tenebre vediamo il lustro della dolce luce del Natale di Dio che manda suo Figlio perché la sofferenza, ingiusta incredibile sia sempre accompagnata dalla sua vicinanza», le parole di Zuppi che accompagnano le sue preghiere per la mamma e la famiglia di Giovanni.  “Abbiamo pregato così tanto per te. Ora sei un angelo”, ha scritto in una nota la sottosegretaria bolognese alla Cultura Lucia Borgonzoni. “Quanto successo è davvero terribile. Ci stringiamo alla famiglia di Giovanni Tamburi e ai suoi cari. Tutta l’Emilia-Romagna è con loro”, ha commentato il presidente della Regione, Michele de Pascale.

La Chiesa di Bologna ha espresso in queste ore la vicinanza alla madre e a alla famiglia di Giovanni Tamburi e l’Arcivescovo prega per il giovane bolognese deceduto. Mons. Stefano Ottani, parroco dei Santi Bartolomeo e Gaetano e già Vicario Generale per la Sinodalità, che ha seguito Giovanni in parrocchia, si trova in queste ore con il Pellegrinaggio di Comunione e Pace in Terra Santa e appresa la notizia sta pregando da Gerusalemme insieme agli altri pellegrini bolognesi, fa sapere la diocesi che per stasera alle 18 nella chiesa di Sant’Isaia a Bologna (via De’ Marchi, 33) ha organizzato un momento di preghiera proposto da don Vincenzo Passarelli, fino allo scorso anno insegnate di Religione di Giovanni

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