La vicesindaca plaude all’abbandono spontaneo dello stabile occupato e rivendica il ruolo del Comune, con i servizi sociali. Chiedendo nuovamente aiuto al Governo
BOLOGNA – Uno sgombero spontaneo: si è risolta così, in meno di una settimana, l’occupazione dello stabile di via don Minzoni che ha preso il via lo scorso venerdì dopo lo sfratto di via Michelino. Un epilogo rapido e indolore arrivato dopo un incontro in Prefettura a cui hanno partecipato il questore, il prefetto, il sindaco Lepore, la sua vice Clancy, l’assessora Madrid e una delegazione del collettivo Plat. Ora, dopo la prima collocazione alberghiera, verranno cercate soluzioni nucleo per nucleo, spiega l’amministrazione comunale.
“Chi oggi è in pronta accoglienza e sta aspettando la transizione abitativa non si vedrà passare davanti questi nuclei” – ha già fatto sapere Clancy, rispondendo alle critiche delle opposizioni di centrodestra e ricordando che il Comune non ha a carico solo le famiglie di don Minzoni, in un momento in cui è la dinamica degli sfratti che sta profondamente cambiando