Solidarietà bipartisan dopo gli insulti e le minacce social dopo i disordini seguiti alla manifestazione per chiedere verità e giustizia sulla morte di Fakir. “Bologna non merita una deriva di intolleranza, dobbiamo difendere i valori di legalità e democrazia” dice il Deputato PD Andrea De Maria
BOLOGNA – Su decisione della Prefettura di Bologna è stata assegnata una scorta al Sindaco Matteo Lepore. Una forma di tutela che si attiverà nei prossimi giorni probabilmente con due agenti e un’auto non blindata della Guardia di Finanza che lo seguiranno nei suoi spostamenti. Il Primo cittadino venerdì mattina si era, infatti, presentato in Questura per una denuncia-querela dopo le numerose minacce ricevute sui social dopo la decisione di organizzare una manifestazione in Piazza Nettuno per chiedere verità e giustizia all’indomani della morte di Adberrhaim Fakir poi sfociata in disordini. “Lepore ti vogliamo come Fakir”, “speriamo che qualcuno ti pianti una pallottola in testa”, “sappiamo dove abiti”. Sono solo alcuni degli insulti e delle minacce che si sono susseguite anche con messaggi privati e per cui il Sindaco ha ricevuto solidarietà bipartisan così come da parte della famiglia della vittima 42enne morta al Pilastro durante un intervento di due agenti della Polizia che tramite l’avvocato Fabio Anselmo ha detto “La fine di Fakir non si può augurare a nessuno”. La vicinanza arriva anche da parte del Segretario provinciale del PD Enrico Di Stasi che dice: “La decisione di assegnare la scorta al Sindaco è una notizia che dovrebbe preoccupare tutti, al di là delle apparenze politiche. Quando un sindaco – ha aggiunto – è costretto a vivere sotto protezione per le minacce ricevute, è sotto attacco il libero esercizio delle istituzioni democratiche e il principio stesso dello Stato di diritto”. Solidarietà anche dal Deputato PD Andrea De Maria che sottolinea anche come ci sia grande preoccupazione per il clima di tensione che aleggia in città.