L’Associazione regionale che i riunisce i familiari e le vittime dell’amianto chiedono il trasferimento del museo Ogr all’ex stabilimento
BOLOGNA – Marco Valdisserra ha lavorato alle Officine Grandi Riparazioni di Bologna dal 1986 al 2018. Nel 2021 è morto per un adenocalcinoma nell’esofago, una malattia asbesto (amianto) correlata che rimane a lungo latente. Proprio come il mesotelioma pleurico, il tumore legato all’esposizione all’amianto che dal 1996 al 2025 ha fatto registrare in Emilia-Romagna 3789 casi certi, di cui 98 nel 2025 in calo del 31% rispetto ai 143 casi del 2024. Come ogni 28 aprile, giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro e dal 1995 anche giornata mondiale delle vittime dell’amianto, la vedova di Marco è qui davanti allo stabilimento ora chiuso di via Casarini, con i colleghi di suo marito, i lavoratori più giovani e l’Afeva, per ricordare che nonostante i numeri in diminuzione l’amianto rappresenta ancora un problema.
E a livello cittadino la necessità di agire e fare memoria, secondo l’Associazione regionale che i riunisce i familiari e le vittime dell’amianto, dovrebbe passare anche dal trasferimento del museo Ogr, ora ospitato dall’Assemblea legislativa, proprio in via Casarini, nello stabilimento potrebbe così tornare a vivere nel ricordo delle sue oltre 300 vittime