Comune e Regione hanno presentato ieri il progetto di realizzazione di una galleria scolmatrice che possa deviare nel Reno le piene del torrente la Ravone
BOLOGNA – E’ già stata ribattezzata “il tubone”: una galleria scolmatrice di due chilometri e mezzo, da realizzare sotto la collina, in grado di intercettare e deviare nel Reno le piene del torrente Ravone. È l’ipotesi progettuale alla quale stanno lavorando Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna, illustrata dal sindaco Matteo Lepore e dal presidente Michele de Pascale, durante la seduta della commissione sul rischio idraulico. La soluzione considerata più idonea per proteggere la città, dopo lo studio commissionato al professor Marco Maglionico, anche secondo il Comitato Ravone Sicuro
L’obiettivo del Comitato è sempre lo stesso: la messa in sicurezza, sia fisica sia economica, dei diecimila cittadini che vivono lungo l’asse del Ravone. Per questo la richiesta è di proseguire nel frattempo con la cosiddetta fase 2, gli interventi minori per migliorare l’officiosità idraulica del torrente, quindi i lavori di rifacimento della briglia attraverso la realizzazione di uno scivolo, appena avviati e che dovrebbero terminare in autunno, e quelli di manutenzione in collina della sponda arginale e della vegetazione. Nel frattempo però, per quanto riguarda il tubone, si considera positivo l’approccio della Regione relativo ai costi di realizzazione dell’opera.