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Il 19enne di Casalecchio centra il bis con un’altra prova da veterano, rimontando dopo una partenza difficile, e adesso è in testa al Mondiale. E’ il leader più giovane di sempre

Una volta sceso dalla monoposto è il momento di frenare, l’unico. “Per il Mondiale è ancora lunga, siamo solo all’inizio” è tutta la maturità dei suoi 19 anni. Per il resto Kimi Antonelli è una furia, in Giappone come in Cina, col solito tallone d’Achille della partenza, ma poi l’esplosione di un talento che, unito al grosso pizzico di fortuna che mai deve mancare per arrivare in alto, lo porta alla sua età a essere il leader del mondiale più giovane di sempre. Un bolognese in testa alla Formula 1, fa impressione solo a pensarlo, figurarsi a vedere con quale autorità il ragazzo di Casalecchio, da poco diplomato, da poco patentato, vola a riprende tutti dopo lo scatto non felice dalla pole, da primo a sesto, nonostante Toto Wolff, il gran capo della Mercedes, lo avesse avvisato, dobbiamo provare ad allenarci per essere almeno decenti in partenza, svela Kimi. Che il sorriso non l’ha perso mai, né in griglia, quando era l’osservato speciale dopo il trionfo di Shangai e la pole conquistata anche a Suzuka, e nemmeno quando s’è ritrovato cinque avversari davanti. Sfruttando l’enorme potenziale della sua monoposto, ci mette due giri a salutare Hamilton, altri dieci a passare Norris, poi approfitta della sosta ai box di Leclerc e infine incassa l’ingresso della Safety car al giro 22, quando nel gioco delle soste si trova davanti perché ancora non si è fermato. Quando lo farà potrà sfruttare la metà del tempo impiegata da Piastri e Russell, che grazie alla sua gestione da veterano quale non sarebbe, gli finiscono alle spalle. Con in mezzo Leclerc, terza la sua Ferrari, che finendo davanti allo stesso Russell, dà all’ex ragazzo del Salvemini il vantaggio di 9 punti nel mondiale. Strada lunghissima, ha ragione lui, ma è già meraviglioso così. Sesto Hamilton sull’altra Ferrari, le Rosse sono vive e alle spalle della Mercedes sia nei costruttori che nei piloti, ma sembrano troppo lontane. Kimi vola, Bologna e Casalecchio sognano con lui.

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