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La Fortitudo cade a Verona, e perde 60-78

Il 9% da tre punti riassume l’ennesima serata no dei biancoblù lontano dal Paladozza

BOLOGNA – Far peggio della trasferta di Rieti, tirando col 10% dall’arco, era difficile, magicamente però, ieri a Verona, la Fortitudo ci è riuscita: 2/23 da tre punti, tradotto 9% dai 6 e 75. Risultato: -18 alla sirena finale, 78-60, e sesta sconfitta consecutiva lontano dal Paladozza. Da tempo, non più una notizia e nemmeno una novità, anche se aspettarsi una prova differente rispetto all’ennesima sottotono offerta ieri dal gruppo di Caja contro la Scaligera, sarebbe stato quantomeno lecito, per una squadra che in teoria, per obbiettivi dichiarati da tempo, dal club, avrebbe dovuto lottare per la promozione diretta. E invece oggi, all’inizio del girone di ritorno, è nona in classifica e rischia, questa sera, in caso di successo di Avellino, di scivolare al decimo posto, che sulla carta vorrebbe dire spareggio per raggiungere i play-in. Poco da dire sulla partita, contro una Verona più forte, costruita meglio e che, pur senza fare scintille, non da mai l’impressione di poterla perdere. Anche perché la F non fa mai canestro, confermandosi inerte e fragile lontano da casa, con giocatori che al Paladozza sanno come poter fare la differenza, mentre fuori casa spariscono, tramortiti dall’avversario: ieri a Verona, contro una delle prime della classe, così come alla prima giornata a Roseto, ultima da sola e per distacco in classifica. Così, dal +8 dell’intervallo e con l’ex Bolpin a giocare una delle sue migliori partite della stagione, l’Aquila, al rientro, scivola sempre più, tradita da percentuali e morbidezza difensiva, toccando presto il -18, e di fatto salutando con larghissimo anticipo la partita. Nell’ultimo quarto, Verona tocca anche il +20, ghiacciando il match e ribaltando ampiamente il +8 dell’andata confezionato dalla Fortitudo, ravvivata per un attimo dal neo-arrivato Perkovic, che prova a fare il suo, gettato nella mischia con un solo allenamento alle spalle con il gruppo, ma è troppo poco e soprattutto troppo tardi. Altra sconfitta, la nona in 21 partite e l’ottava in trasferta, dove Caja continua ad apparire disorientato e in affanno, lui come tutta la sua squadra.

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