Tra assenze pesanti e ritardi di condizione per alcuni giocatori, ai bianconeri è mancato soprattutto l’attacco
Sarebbero servite più energia e lucidità, per uscire da Oaka con un’impresa. La Virtus, che paga l’assenza di Vildoza come testimoniano le 16 palle perse, deve ancora ritrovare al meglio tanti uomini. E così finisce per pagare il conto a un Pana tutt’altro che irresistibile, comunque capace di accendersi per sprazzi che lasciano poche possibilità di replica ai bianconeri, deboli in regia come detto e poi soprattutto sotto canestro, dove il rientro di Diouf è ovviamente solo accennato e Smailagic è lontano da una condizione accettabile. Non è un caso che a spaccare la partita sia Holmes nel secondo tempo, difese e che aprono il campo alla velocità greca, l’unico modo che i padroni di casa hanno per sciogliersi seriamente. Servirebbe un po’ di tiro da tre, ma la Virtus solo nel finale e fatica si erge poco sopra al 30%,e i 24 punti di Edwards sono buoni solo per le statistiche, non cancellando affatto una prova piena di scelte sbagliate e 21 tiri presi. Morgan è di nuovo il più pulito in attacco, dove mancano i punti di Alston, stavolta a secco. Niang difende e salta ma non segna, Pajola tra recuperi e assist resta un punto di riferimento, come Hackett che è tra gli ispiratori della rimonta nel secondo quarto, che dopo essere finiti in abbondante doppia cifra di svantaggio consente alle V nere di restare in partita. Più di tutti c’è Akele, ultimo baluardo in area, 10 punti e 6 rimbalzi. Manca invece in questo momento l’energia di Jallow, e al solito qualche difetto che in casa viene coperto dall’intensità, fuori emerge di più. Nunn e Rogkavopoulos hanno segnato i canestri dell’ultima differenza nel quarto finale. Non era il campo giusto per sognare, ma un’altra Virtus avrebbe potuto farlo.