Sorokas e Anumba i migliori, con 43 punti in due, più rimbalzi e tanta sostanza. Per i biancoblù, è la 15° vittoria su 16 partite giocate al Paladozza
BOLOGNA – Persa, vinta, persa e poi vinta nuovamente, dopo un tempo supplementare. La Fortitudo ha sette vite, le stesse perse dai suoi tifosi nel veder vincere i biancoblù al Paladozza contro Rimini, ko 78-76 dopo 45 minuti di su e giù, che alla fine premiano gli uomini di Caja, che restano in scia a Brindisi, mantengono invariate le distanze con la capolista Pesaro e creano un primo mini-solco rispetto alle inseguitrici, in attesa di pareggiare, tutti, il numero di gare disputate in questo campionato.
Madison tutto esaurito (o quasi) e clima come sempre incandescente ad accogliere l’Aquila dopo la sosta, con Perkovic nei 12 e Moore, pur recuperato dall’infortunio, a sedere a bordo panchina, assieme ai lungodegenti Benvenuti e Mazzola. Tra i recuperati anche Della Rosa e Moretti, a cui Caja concede qualche sprazzo, prima di capire presto che non sarebbe stata serata, per nessuno dei due. E nei primi 20 minuti, non è serata nemmeno per la Fortitudo, che scende in campo in versione trasferta, difendendo male e tirando peggio, inseguendo e faticando sempre. Tanto che, all’intervallo, il tabellone segna +13 Rimini, 41-28, e ringraziare: il pensiero di tanti.
Al rientro Sorokas subito, e Anumba poi – i due migliori per distacco del sabato sera in Piazza Azzarita -, suonano la carica, ma Rimini continua a comandare, ricacciando dietro ogni tentativo di rimonta dell’Aquila che, oltre al -6, non riesce ad andare, chiudendo i primi 30 minuti sul 57-50. Così, l’ultimo quarto coincide anche con l’ultimo assalto dei biancoblù: Imbrò, Sarto e De Vico, assestano la prima spallata, Camara si prende tecnico e Dell’Agnello lo dimentica in panchina. Poi ancora Anumba e Sorokas firmano pareggio e sorpasso: 61-59, a 5 minuti dal gong. Equilibrio in volata, che Tomassini spezza con la bomba del +3 a 35” dal termine. Sembra fatta per Rimini, invece, lo stesso Tomassini regala a Sorokas il 2+1 che trascina la gara al supplementare.
Altro giro, altra volata, con Imbrò da quasi centrocampo a scrivere +4 e l’ex Ogden a graffiare dall’arco per il -1 dei romagnoli che, complice l’infrazione di 5 secondi sulla rimessa della F, si trovano incredibilmente tra le mani il pallone per vincerla. Ma il regalo dei biancoblù non viene scartato: Marini pasticcia e Sorokas pianta il libero della staffa. Vince la Fortitudo, che fa 15/16 in casa, nonostante il 25/80 totale al tiro, ma con cuore e attributi. Adesso qualche ora per recuperare, poi, mercoledì, la trasferta proibitiva di Pesaro.