Un successo anche al Celebrazioni per l’opera della drammaturga francese tra le più rappresentate al mondo
BOLOGNA – Una tela bianca, acquistata per 200.000 euro e in scena tre amici di vecchia data che mettono a dura prova il loro rapporto. Ruoli che si mischiano, l’appassionato d’arte contemporanea che viene deriso dagli altri due. Michele Riondino porta in scena, curandone anche la regia, una delle opere di Yasmina Reza più rappresentate al mondo. Portata sul palco per la prima volta nel 1994, suggerisce che in fondo siamo tutti contemporanei, così come l’arte, suscettibile del trascorrere del tempo e dei cambiamenti di prospettiva e di gusto. La bellezza che non è mai statica e che si può ritrovare anche nell’infinita purezza del bianco.
Che poi, non è importante capire dove la trama voglia arrivare, ma in che modo ci si voglia arrivare, da soli o con gli affetti più sinceri affianco, sacrificando quello che merita di essere sacrificato e tenendo in debito conto io che invece va salvaguardato. Un po’ come la magia del teatro, sospesa tra sogno e realtà, finzione e fantasia, bianchi e neri. E tutto finisce in una risata. Una crassa risata.