Ma con lo “scudo penale” introdotto dal nuovo registro di annotazione preliminare introdotto recentemente dal ministero della Giustizia
BOLOGNA – La Procura di Bologna ha iscritto “quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento” nel rione Pilastro che ieri si è concluso con la morte di Abderrahim Fakir nel “registro modello 45-bis”. Si tratta del nuovo registro di annotazione preliminare introdotto recentemente dal ministero della Giustizia che evita l’automatica iscrizione nel registro degli indagati. Fakir è morto dopo essere stato immobilizzato a terra da due poliziotti, e sul posto erano presenti anche i sanitari del 118 e alcuni cittadini. Anche l’Ausl ha avviato verifica interna sull’operato dei sanitari.
In una nota il procuratore capo Paolo Guido, spiega che “la Procura, all’esito dell’esame dei primi atti e della documentazione video acquisita anche attraverso gli apparati in uso alle forze di Polizia, ha proceduto alla iscrizione di un procedimento volto a chiarire circostanze e cause del decesso”. Gli accertamenti, si legge, “terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisto da quest’Ufficio) e dell’intervento degli operatori sia delle Forze dell’ordine, sia del personale sanitario”. In tale contesto, aggiunge il procuratore, “verranno svolte tutte le necessarie indagini con le dovute garanzie di legge, a partire dagli accertamenti di natura medico-legale, allo scopo di pervenire in tempi rapidi (e previsti dalla normativa di recente entrata in vigore) alla completa ed esaustiva ricostruzione dei fatti”.
Stando a quanto ricostruito finora, anche grazie a dei testimoni oculari, Fakir avrebbe dato in escandescenze e si sarebbe scagliato contro un uomo che stava arrivando in auto e contro la serranda di un garage. I residenti hanno quindi chiamato la Polizia, e successivamente gli agenti hanno richiesto l’intervento del 118 segnalando un soggetto in crisi psichiatrica. Gli agenti intervenuti hanno usato lo spray al peperoncino per bloccare Fakir, poi lo hanno immobilizzato, anche se la dinamica esatta è ancora da chiarire, così come va chiarito il modo in cui l’uomo si è procurato le ferite che presentava.
Sarà una consulenza tecnica collegiale, affidata ad un pool di specialisti, a esguire l’autopsia per chiarire cause e tempi della morte di Fakir Abderrahim, 42enne deceduto ieri al Pilastro durante un intervento della polizia. L’incarico sarà affidato dal procuratore Paolo Guido e dal pm Domenico Ambrosino nelle prossime ore. Da un primo esame, il marocchino aveva delle ferite sul capo e al volto e ne andranno accertate le cause.