Si è conclusa intorno alle 17 di oggi l’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir. Per l’avvocato Anselmo, legale dei familiari, sarebbe stata accertata una “asfissia posturale da compressione”. Per Bordoni, legale dei due agenti intervenuti, non ci sarebbe stata “nessuna azione violenta”
BOLOGNA – È stata effettuata l’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, l’uomo di 42 anni che ha perso la vita domenica scorsa durante l’intervento della polizia. Il pool di esperti si è ritrovato al padiglione 18 del Policlinico Sant’Orsola, dopo la disposizione dell’esame autoptico questa mattina in Procura con il termine assegnato di 90 giorni.
Tra i quesiti affidati agli specialisti ci sono la ricostruzione dell’epoca e delle cause della morte, l’analisi degli eventuali mezzi di contenimento utilizzati durante l’intervento, compresa la forza fisica e l’uso dello spray al peperoncino, oltre alla verifica dell’eventuale presenza di lesioni interne o superficiali. Gli esperti hanno dovuto inoltre valutare possibili patologie pregresse, esaminare la storia clinica del 42enne e completare gli accertamenti istologici e tossicologici per chiarire anche l’eventuale assunzione di sostanze.
Si attendono ora gli esiti dell’autopsia. Il medico legale Benedetto Vergani, consulente degli operatori del 118, ha definito l’esame particolarmente complesso. Diverse, invece, le letture dei legali delle parti coinvolte. L’avvocato dei due agenti, Gabriele Bordoni, sostiene che dalle prime analisi non siano emersi elementi riconducibili a un’azione eccessiva o violenta da parte dei poliziotti. Di diverso avviso Fabio Anselmo, legale della famiglia di Abderrahim Fakir, che indica come causa della morte una “asfissia posturale da compressione”. Saranno però gli accertamenti medico-legali disposti dalla Procura a chiarire in via definitiva le cause del decesso.