Negli ultimi tempi le sue condizioni di salute erano delicate, ma lui c’era, era lì e questo bastava per rassicurare chi lo amava
BOLOGNA – Non ci si abituerà tanto facilmente all’assenza di Francesco Guccini, a Bologna si era trasferito negli anni ‘60 e proprio il fermento culturale delle città gli offrirono lo sfondo, il pretesto e lo spunto per i testi indimenticabili delle sue canzoni.
Impossibile ricordarle tutte, da L’Avvelenata alla Locomotiva, brani che seppero unire la poesia del cantautorato classico alla vita vera, a volte dura, a volte violenta, ma pur sempre vita. Una vita che oggi viene ricordata nel giorno della scomparsa da un suo grande amico.
Negli ultimi tempi le sue condizioni di salute erano delicate, ma lui c’era, era lì e questo bastava per rassicurare chi lo amava. Da oggi la cultura italiana sarà un po’ più povera, ma rimarranno sempre indelebili le sue canzoni e la sua sognante visione della vita.