Accusa l’esecutivo di aver forzato le norme non tenendo conto dalle raccolta firme, e quindi dell’iniziativa popolare, ancora in corso
BOLOGNA – Ormai ci sono anche le date: il Consiglio dei ministri ha fissato per il 22 e il 23 marzo 2026 il referendum confermativo sulla riforma della giustizia. Una scelta accompagnata anche alle polemiche di chi accusa l’esecutivo di aver forzato le norme non tenendo conto dalle raccolta firme, e quindi dell’iniziativa popolare, ancora in corso. Fatto sta che tra poco più di due mesi si andrà alle urne e i Comitati “Giusto dire no” sono quindi già in campo per provare a spiegare ai cittadini i contenuti della riforma e soprattutto – dicono – “i motivi per cui”, secondo loro, “è necessario andare a votare e votare no”
Diversi sono quindi gli eventi in programma sul territorio. Domani alle 18, invia Casarini 19, ci saranno Giovanna D’Amico, professoressa di diritto costituzionale all’Università Federico II di Napoli, il direttore del quotidiano “Domani” Emiliano Fittipaldi e Tomaso Mpontanri, rettore dell’Università per stranieri di Siena. L’incontro si chiama “La Riforma che divide” e il sottotitolo scelto è “E’ in gioco la giustizia”