Sarà il gruppo Granarolo a gestire gli spazi nell’ambito del progetto “Fare impresa in Dozza”. La produzione di caciotta consentirà ai detenuti di godere di una formazione professionale
BOLOGNA – “La caciotta fatta nel caseificio della Dozza”. Questo è ciò che si legge sulle confezioni di caciotta prodotte dal gruppo Granarolo che nell’abbracciare il progetto “Fare impresa in Dozza” gestirà gli spazi di un caseificio all’interno della casa circondariale Rocco D’Amato. Un modo per i detenuti selezionati di godere di una formazione qualificata grazie a importanti realtà imprenditoriali del territorio per un percorso di rieducazione e per evitare un’eventuale recidiva. Come sottolineato dal Presidente di Granarolo, Gianpiero Calzolari, l’obiettivo è quello di “apprendere un mestiere e raccontare ai consumatori che c’è qualcuno che desidera non essere tagliato fuori dal futuro”. A ribadirlo anche il Presidente della Regione Michele De Pascale: “il fatto che una persona possa cambiare il proprio destino, vale tutto lo sforzo che ci sta dietro”.