Dopo le vessazioni, la libertà. Sono stati rilasciati tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla e della Freedom Flotilla Coalition che erano stati rinchiusi nel centro di detenzione israeliano di Ktziot
BOLOGNA – A renderlo noto è l’Ong legale Adalah, che spiega di aver ricevuto conferma ufficiale dal servizio carcerario israeliano e dalle autorità statali: i volontari sono già stati trasferiti verso i punti di imbarco, dove sono state avviate le procedure di espulsione dal Paese. Con loro i tre bolognesi, la Farnesina conferma. Almeno sul piano della detenzione, si chiude così la tensione degli ultimi giorni seguita all’abbordaggio illegale in acque internazionali della missione diretta verso Gaza, al successivo trasferimento degli attivisti ad Ashdod e poi nel carcere nel Negev.La Farnesina lo ha confermato ai genitori di Alessio Catanzaro, gli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla sono stati rilasciati. Dovrebbero arrivare in Turchia entro sera. Un sospiro di sollievo per i familiari per i tre attivisti bolognesi e per tutti gli altri che erano stati intercettati dai militari israeliani in acque internazionali e portati nella prigione di Ashdod: sono in viaggio e per il momento, la prudenza è d’obbligo. Gli attivisti, infatti, sarebbero ancora sotto stretta osservazione delle forze israeliane fino all’aeroporto prima del passaggio in Turchia. In prima linea per la tutela dei tre attivisti bolognesi si erano attivati i sindaci del territorio che avevano condannato le operazioni compiute dal governo di Israele in acque internazionali e condannato la violenza illegale contro le persone sequestrate dalle imbarcazioni della Flotilla che le forze militari di Israele stanno compiendo, incitate da membri del Governo come il ministro Ben-Gvir”. Alessio Catanzaro di Budrio, Francesco Gilli di Grizzana Morandi e Ilaria Mancosu di Bologna sono tre persone della nostra comunità che sono state detenute da Israele in completa violazione del diritto internazionale, hanno scritto gli oltre 40 sindaci e amministratori del territorio, che hanno aderito all’appello per riportare al più presto a casa i cittadini nelle mani delle forze israeliane. Al di là del loro appello, ora sembra che tutto stia procedendo per il meglio. Anche Ilaria Riccardi, la dottoressa 31enne di San Giovanni in Persiceto, sta tornando in Italia. Era imbarcata verso Gaza con la Global Sumud Flotilla, ma la nave su cui era in viaggio, la Family, non è stata intercettata dalle forze israeliane a causa di un’avaria. Riccardi è quindi sbarcata in Turchia e da lì è ripartita stamattina e arriverà a Bologna in serata.