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Salviamo il piccolo Suleman


La corsa per salvare il bambino siriano di tre mesi e mezzo nato con una grave malformazione al cuore continua, l’obiettivo dell’associazione Piccoli Grandi Cuori è chiaro: sostenere le spese necessarie per il viaggio, per l’intervento cardiochirurgico salvavita e per accoglierlo nel post operatorio presso la casa Polo dei Cuori, insieme alla sua mamma. Sono stati raccolti finora 19mila euro, ne servono altri ottomila.

BOLOGNA – Il cuore di Suleman, il piccolo siriano di tre mesi e mezzo affetto da una grave cardiopatia congenita, ha già mobilitato la generosità di tante persone: a pochi giorni dal lancio dell’appello di Piccoli Grandi Cuori sono stati raccolti due terzi della cifra necessaria ad accoglierlo e curarlo, grazie anche ad una significativa donazione di Arci San Lazzaro. Un primo, fondamentale traguardo che dimostra quanto la solidarietà possa abbattere le barriere, ma per portare il piccolo a Bologna e sottoporlo all’intervento salvavita al Policlinico Sant’Orsola è necessario raggiungere l’obiettivo finale di 27 mila euro. La cifra servirà a coprire tutte le spese legate all’accoglienza del piccolo e della sua mamma a Bologna, e all’intervento cardiochirurgico che gli salverà la vita per consentirgli di crescere come tutti gli altri bambini. Suleman è nato a Tartus, in Siria, lo scorso primo gennaio. Ha la Tetralogia di Fallot, una malformazione complessa che riduce l’ossigenazione del sangue e che, senza un intervento cardiochirurgico tempestivo, gli impedirebbe di crescere e vivere una vita normale. Per un neonato o lattante affetto da questa cardiopatia anche una poppata o un pianto possono essere molto pericolosi. L’affaticamento dovuto alla scarsità di ossigeno, infatti, può causare crisi ipercianotiche, asfissia e perdita di conoscenza. Episodi potenzialmente pericolosi che necessitano di assistenza medica immediata: l’intervento chirurgico correttivo (che nella maggior parte dei casi è l’unica soluzione) viene effettuato nel primo anno di vita. Suleman è il terzogenito e vive in Siria insieme ai suoi genitori e ai fratelli di 4 e 5 anni, l’obiettivo dei 27.000 euro è necessario per coprire integralmente l’intero percorso di cura: dal viaggio che gli permetterà di arrivare a Bologna con la sua mamma, alle delicate fasi operatorie e post-operatorie, fino all’accoglienza che Piccoli Grandi Cuori garantirà loro nella nostra casa. Le cardiopatie congenite rappresentano il 40% di tutte le malformazioni neonatali e sono dovute ad uno sviluppo cardiaco anomalo durante il periodo embrionale. Sono diverse per genere ed entità e di conseguenza impattano in modo diverso sulla vita delle persone. Dal 1997 Piccoli Grandi Cuori è al fianco delle persone con cardiopatie congenite e delle loro famiglie attraverso supporto psicologico, socioassistenziale, assistenza burocratica e accoglienza abitativa.

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