Dusko Ivanovic, tra i protagonisti dell’ultimo Scudetto bianconero, non è più l’allenatore. Una scelta forte, ma apparsa inevitabile, dopo alcune frizioni e un rapporto evidentemente ritenuto non più stabile tra coach e squadra. Al suo posto Jakovljevic, già da tempo assistente sulla panchina delle V nere
BOLOGNA – Non è per via dei risultati che la Virtus, prima in classifica, a +4 su Milano e Venezia e a +2 su Brescia (con doppio scontro diretto a favore), ha deciso di esonerare Dusko Ivanovic, allenatore più titolato del campionato, nonché campione d’Italia in carica. Ma è per via di un rapporto, ormai logoro ed evidentemente non più sostenibile con alcuni componenti del gruppo. A partire da Carsen Edwards, giovedì a Milano utilizzato appena 9 minuti e 49 secondi nel primo tempo, prima di lasciarlo a sedere per tutto il secondo. L’ultimo screzio tra i due, proprio durante l’intervallo dell’ultimo euroderby – coinciso con la nona sconfitta nelle ultime undici gare in Europa -: un diverbio che ha sancito prematuramente la fine dell’avventura del coach montenegrino a Bologna, sponda bianconera. Ma all’indomani del comunicato della società, è già tempo di guardare avanti. La Virtus lo ha fatto nell’immediato, promuovendo come capo-allenatore Nenad Jakovljevic, serbo classe ’88, ma cresciuto cestisticamente tra Arco, Riva del Garda e Trento, e già presente prima nello staff di Banchi e poi in quello di Ivanovic. Dal 2020 le sue prime esperienze in panchina al di fuori dell’Italia, con Dusko e la Stella Rossa, e poi con la Nazionale serba, festeggiando anche un bronzo olimpico. Ma quella di martedì contro Parigi, non sarà la sua prima da head-coach: nel dicembre 2024, infatti, a Jakovljevic – dopo le dimissioni di Luca Banchi -, fu affidato il compito di guidare il gruppo nel match di campionato al Forum contro Milano, una gara che poi fu vinta e anche bene dalla Virtus quel giorno. Poi l’arrivo di Dusko, 478 giorni insieme, uno Scudetto e qualche occasione persa. Sullo sfondo, almeno in questa stagione, frizioni, e un rapporto con la squadra che è andato progressivamente a deteriorarsi. A Jakovljevic, il compito di ravvivare la corsa al primo posto in campionato dei bianconeri e di chiudere decorosamente il cammino in coppa, che da settimane ha preso una brutta piega, approfittando dei rientri a pieno di Vildoza e Hackett, e presto anche in quello di capitan Pajola.