E’ arrivata la richiesta ufficiale da parte dei Carabinieri all’ufficio legale della Rai per l’acquisizione del girato dell’intervista a Roberto Savi, capo della Banda della Uno Bianca, andata in onda martedi 5 maggio a “Belve Crime”
BOLOGNA – Era già stato annunciato, ma ora è ufficiale: è arrivata la richiesta, da parte dei Carabinieri all’ufficio legale della Rai, per l’acquisizione del girato dell’intervista a Roberto Savi andata in onda martedi su Rai2 nel corso della trasmissione “Belve Crime”. La Procura di Bologna sentirà il 72enne capo della Banda della Uno Bianca, dopo le sue dichiarazioni alla giornalista Francesca Fagnani nel carcere di Bollate, in cui parla tra l’altro di una copertura investigativa e del fatto che il vero obiettivo della rapina all’armeria di via Volturno era eliminare l’ex carabiniere Pietro Capolungo.
Savi ha fatto riferimento anche a Domenico Macauda, ex brigadiere dei carabinieri, l’uomo condannato per calunnia nell’ambito delle vecchie indagini sulla banda della Uno bianca, per aver fatto trovare prove false a carico di pregiudicati e di una famiglia di incensurati. E’ uno dei personaggi nel mirino dell’esposto presentato dai familiari delle vittime che ha portato alla riapertura dell’inchiesta, alla ricerca di complici e ed eventuali mandanti delle azioni del gruppo criminale. Raggiunto al telefono da La Stampa, l’ex militare ha confermato di non conoscere i Savi.
“E’ ovvio che io e i Savi non ci conosciamo – ha aggiunto – non lo dice solo Roberto, lo hanno detto tutti loro già 30 anni fa. Non sono assolutamente a conoscenza di queste cose e non capisco l’insistenza. Sono state scritte tante sciocchezze sul mio conto. Ma vabbè porterò ancora pazienza. Proprio per questo non ho mai voluto rilasciare interviste”.