Dopo l’insinuazione dell’ombra dei servizi segreti sulle stragi, parole di Roberto Savi a Belve, il fratello Fabio a una trasmissione televisiva di Mediaset risponde: “Nessuna copertura”
BOLOGNA – Dietro la Uno Bianca c’è solo la sua targa. Così Fabio Savi, unico non poliziotto della banda criminale che ha seminato il terrore tra il 1987 e il 1994, replica in tv alle parole del fratello Roberto che, sempre in una trasmissione televisiva, aveva insinuato l’esistenza di una copertura delle azioni della Uno bianca da parte dei servizi segreti. “Protetto da chi – ha detto Fabio Savi -. Sono ancora in galera dopo 32 anni”, aggiungendo di aver “scritto alla Procura della Repubblica chiedendo di essere sentito. Più che assicurare la massima disponibilità e trasparenza non posso fare. Tutto è già stato detto”.