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Virtus sfibrata e ko a Trieste, la crisi è ufficiale

I bianconeri perdono (85-78) la quarta gara consecutiva tra Eurolega e campionato. Clyburn e Shengelia non bastano, Holiday il simbolo del momento. E il primo posto se ne va

La crisi adesso è dichiarata. La Virtus perde la quarta gara consecutiva tra coppa e campionato, la testa della classifica italiana e soprattutto la fiducia di chi vede una squadra che sembra lasciarsi andare ai suoi problemi. Stanca di lottare da sola con i suoi fantasmi, e al di là di tutto impoverita al massimo rispetto a quella sognata in estate. A Trieste giocano in due, Clyburn e Shengelia, 45 punti in due anche se poi nel finale è Brooks a vincere il duello col georgiano. Ma se non non basta è soprattutto perché dietro c’è il deserto, a parte la buona volontà di pochi e tre triple di Morgan, che avevano illuso più volte. La prima sul +11 del secondo quarto, massimo sforzo bianconero, in una serata senza logica, dove Zizic e Cordinier, mai visto il francese così lontano dalla partita, sia chiamano fuori a suon di falli, ma l’impresa che rimarrà alla storia ce la mette coach Ivanovic: fuori Belinelli, apparentemente per scelta tecnica, dentro Holiday. Quattordici minuti da film dell’orrore e il passaggio che rimarrà nella memoria, quando nel terzo quarto, con la Segafredo che era riuscita a tornare +7 dopo aver subito il sorpasso, il “colpo”, si fa per dire, di mercato sbaglia tre triple, alla fine sarà 0/6, di cui due consecutive e aperte, lasciando a Valentine la possibilità di ricucire nell’ultimo minuto lo strappo. E a Trieste di arrivare di slancio a quell’ultimo quarto tanto decisivo quanto inquietante, con 28 punti subiti e un 15-0 finale che sa di resa completa. Cadendo sotto i colpi dell’ex Ruzzier, due triple fatali, e dello stesso Valentine, 5/9 da tre nel 39% totale dall’arco dei padroni di casa, che tengono meglio a rimbalzo, e ancora senza Ross, pur tra errori da matita rossa se non viola, danno quello che hanno, da Brown agli altri. Nella Virtus invece manca l’anima, a parte una metà gara di buona applicazione difensiva premiata anche dagli errori di casa, a parte la solita interpretazione di Pajola, si nota chiaramente che nonostante la fragilità triestina i bianconeri rischino di sfaldarsi col passare dei minuti, come puntualmente accade. Nel momento peggiore, e nel punto più basso di questo ciclo, bisogna capire come e da dove ripartire, in attesa che qualcuno spieghi cosa sta accadendo. Intanto il primo posto per ora è andato, una fra Trapani e Brescia, faccia a faccia nello scontro diretto, passerà davanti. Poi c’è Milano-Trento, la prima potrebbe operare l’aggancio, la seconda andare a una vittoria di vantaggio. Ma in questo momento sembra l’ultimo dei guai.

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