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Sinfonia Rossoblù, il Bologna è quasi in finale

Strepitosa prova della squadra di Italiano che domina a Empoli la semifinale d’andata. Tre a zero secco, apre Orsolini doppietta con perla di Dallinga. Il 24 il ritorno al Dall’Ara, ma 51 anni dopo l’ultima finale, si vede già il traguardo

Una sinfonia. E un piede e mezzo già in finale. La gara d’andata è uno straripante monologo rossoblù, si capisce come andrà a finire già dopo due minuti. Difesa alta, verticalizzazione pronta, fasce imprendibili. Due minuti, anche meno, e due tiri in porta, Dallinga e Orsolini, con Orso che preannuncia la sua ennesima bussata. Arriverà venti minuti dopo, quando da sinistra Odgaard, tuttocampista capace di ogni cosa, mette in mezzo il pallone sul quale Dallinga impegna due difensori. La volèe di Orso è meno spettacolare rispetto a quella di Venezia, ma altrettanto efficace e straordinariamente importante. I 5 mila tifosi del Bologna passano dal sogno all’estasi, è il segnale di una squadra arrivata in Toscana non solo per vincerla questa semifinale, ma per dominarla. Certo, la formazione di D’Aversa ha i suoi limiti e le sue assenze, ma il modo in cui il Bologna non concede mai metri, recupera palla e la gestisce con sincronismi perfetti ricorda le grandi squadra al più alto livello europeo, quelle che hanno lasciato un segno per intenderci. Che Vincenzo Italiano sia anche molto bravo lo dimostra la scelta davanti, dove nessuno s’aspettava il criticato Dallinga, reduce dal quasi nulla di Venezia. L’olandese invece gioca da subito una gara di grande voglia e possibilità. Sei minuti dopo il vantaggio di Orsolini è lui a timbrare il raddoppio, con una perla rara. Solita palla da sinistra, dove Miranda e Ndoye spingono senza sosta, controllo di destro, esterno destro morbido, velenoso, celestiale. Un tocco alla Dennis Bergkamp, che lascia Seghetti crudelmente spettatore, mentre la palla con i giri perfetti s’insacca accanto al palo. Il monologo è senza soste e il terzo capitolo è da manuale. L’Empoli si sbilancia, Skorupski blocca in uscita e fa ripartire in verticale, Odgaard infila il corridoio dove da sinistra si fionda Ndoye alle spalle del difensore. Per Dallinga stavolta è semplice la spaccata del bis personale e del 3-0 che chiude i giochi. Rari brividi e diverse occasioni per il poker, anche un palo di Cambiaghi. Non ce n’è bisogno per dire che 51 anni dopo la finale è lì, a meno di un passo.              

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