Assemblea pubblica alla Velostazione di via Indipendenza. “La Città 30 siamo noi” ha riunito oltre 70 realtà tra associazioni cittadine, forze politiche, comitati e sindacati per rilanciare il progetto “Bologna Città 30” dopo l’annullamento del TAR. Presente anche il Primo Cittadino Matteo Lepore
BOLOGNA – Città 30 come parte di un progetto più ampio: oltre a puntare ad un azzeramento delle morti su strada guarda alla creazione di un ambiente urbano favorevole agli spostamenti attraverso strade più sicure che consentano una diminuzione del traffico e un miglioramento della vivibilità cittadina. “La Città 30 siamo noi”, l’assemblea aperta alla Velostazione di via Indipendenza, ha visto l’adesione di oltre 70 realtà tra associazioni cittadine, comitati di quartieri, reti civiche, sindacati e forze politiche.
Tutti insieme per difendere “Bologna Città 30” dopo l’annullamento da parte del TAR, ma soprattutto per rilanciare il progetto a distanza di due anni dalla sua attuazione. E lo fanno firmando un patto sociale e presentando al Primo Cittadino Matteo Lepore un documento di proposte di rilancio, perché dicono le diverse realtà presenti “servono scelte di coraggio”.