Fiaccole in piazza per Adriana Mazzanti: “Basta femminicidi e violenza”. A Castel Maggiore presidio dei cittadini dopo l’omicidio che ha sconvolto il paese. Presenti anche parenti di Alessandra Matteuzzi, uccisa nel 2022 a Bologna.
BOLOGNA – Hanno letto il suo nome a voce alta, Adriana. E poi hanno acceso le candele, ad una ad una, per non dimenticare la donna di 63 anni che martedì, in una frazione di Castel Maggiore, è stata uccisadal marito Mauro Zaccarini, prima di togliersi la vita. Una fiaccolata davanti al Comune, sull’onda della rabbia dall’Udi e dalla Cgil, e a cui hanno aderito a catena tutti i centri antiviolenza del territorio, la Casa delle Donne e le associazioni impegnate sui temi della prevenzione. «Adriana era un’iscritta allo sportello dello Spi Cgil ed era una lavoratrice metalmeccanica», ha detto Susanna Sandri, facendone un ritratto, davanti ai suoi ex colleghi di lavoro, chiusi nel dolore. Davanti agli amici della coppia, alcuni con loro fino allo scorso sabato sera. In mezzo alle fiaccole di luce, c’era anche la famiglia di Alessandra Matteuzzi, uccisa dall’ex nell’agosto del 2022 in via dell’Arcoveggio. Tra le presenti, che si sono alternate nella lettura di poesie, anche la consigliera regionale Simona Lembi e la consigliera comunale Giulia Bernagozzi che ha invitato tutti i partecipanti ad alzare le chiavi di casa e a fare rumore. Adriana Mazzanti continuerà ad essere ricordata anche questa sera davanti la sua abitazione da un presidio istituzionale promosso dal sindaco Luca Vignoli, presente anche all’evento di ieri dell’Udi. «Proveremo ad essere presenti come amministrazione, la comunità è scossa. La stanchezza nei nostri volti per questo fenomeno è evidente, ma è anche un segno che le cose possono iniziare a cambiare».