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Il 25 aprile a Bologna, fra festa e polemiche politiche.


Il 25 aprile 2026 a Bologna è segnato da forti polemiche, con tensioni politiche sui tagli ai fondi per la Memoria della Resistenza e critiche di Fratelli d’Italia alla gestione della festa “Pratello R’Esiste”, definita un “rave”. Il clima è acceso anche per cortei antagonisti “contro guerra e riarmo” e preoccupazioni per la sicurezza. Intanto il ministro della Cultura Giuli chiama De Pascale: “Nessun taglio ai luoghi della memoria”

BOLOGNA – Dall’appuntamento di Monte Sole, alla popolare festa del Pratello, fino al corteo che sfilerà contro guerra, contro il governo e anche contro l’amministrazione Lepore. Bologna si prepara a un 25 aprile che mescolerà memoria, politica e polemiche. «La festa del 25 aprile al Pratello sarà un casino preannunciato. Lepore deve tutelare i residenti», chiede Fratelli d’Italia in vista dell’appuntamento di domani. Ma con una notizia che getta acqua sul fuoco: non ci saranno più i temuti tagli ai luoghi della memoria decisi dal Governo, il ministro della Cultura Giuli ha chiamato il presidente della Regione De Pascale, promettendo una veloce marcia indietro. Niente taglio da 2,5 milioni agli 1,8 paventati dal Governo Meloni. Intanto, domani mattina ad aprire le celebrazione in città sarà alle 10.15 la deposizione della corona al Sacrario dei caduti partigiani in piazza Nettuno, a cui parteciperanno il sindaco Matteo Lepore, la presidente dell’Anpi Anna Cocchi e l’assessora regionale Isabella Conti. Poi, le prime scaramucce. La festa organizzata da Pratello R’Esiste sarà sotto la lente dell’amministrazione comunale e dell’opposizione, che ieri con il meloniano Stefano Cavedagna ne chiedeva lo spostamento «fuori dalla città, ad esempio al parco Nord. Lì si può avere spazio idoneo per quello che è un vero e proprio rave party a cielo aperto», ha scritto l’europarlamentare di FdI. Il sindaco ha firmato anche quest’anno un’ordinanza nel tentativo di limitare i disagi ai residenti della zona attorno al Pratello. Tra le misure principali ci sono lo stop alla somministrazione nei pubblici esercizi alle 20 e la loro chiusura alle 20.30. In piazza San Francesco l’area pedonale del sagrato della basilica, a cui si potrà comunque accedere, sarà off limits dalle 10 di mattina alle 6.30 del giorno dopo. Ma ci sono altre spine nel fianco della Festa. Alla 10 di mattina, da piazza dell’Unità, partirà in direzione Pratello il corteo «Blocchiamo la guerra, mandiamo a casa il governo Meloni, rompiamo con il modello Lepore», promosso da Usb, Potere al popolo e Crash. Il cuore delle celebrazioni della Liberazione nel Bolognese sarà comunque Marzabotto: dopo la deposizione delle corone al Sacrario dei caduti alle 9:30, le celebrazioni si sposteranno a San Martino di Monte Sole dove interverranno tra gli altri il segretario della Fiom Michele De Palma, la sindaca Valentina Cuppi e Valter Cardi, presidente del Comitato regionale per le onoranze

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