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Il crematorio di Borgo Panigale è chiuso per lavori di manutenzione. Da un accesso agli atti del capogruppo della Lega a Palazzo d’Accursio, Di Benedetto, la chiusura si deve al superamento del limite massimo di emissioni inquinanti nell’atmosfera

BOLOGNA – Dal 12 marzo i 3 forni del crematorio di Borgo Panigale – che fanno capo alla società Bologna Servizi Cimiteriali – sono chiusi, e così resteranno fino a maggio, per lavori di manutenzione. Da marzo dunque le salme vengono trasportate all’impianto di Ferrara, gestito dalla stessa società a partecipazione pubblica. Il blocco sarebbe dovuto al fatto che l’impianto ha superato il limite massimo di emissioni inquinanti nell’atmosfera. Di questo si è parlato durante un’udienza conoscitiva a Palazzo d’Accursio.

Gli impianti di cremazione sono sottoposti a controlli periodici sulle emissioni in atmosfera, così come avviene per gli inceneritori di rifiuti. I controlli vengono svolti dalle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente e dagli stessi enti che li gestiscono, con monitoraggi continui di temperature e fumi. E in caso di sforamenti, questi vanno immediatamente comunicati, perché quando i limiti previsti dall’autorizzazione unica ambientale vengono superati, i forni vengono bloccati. Ed è quello che è successo a inizio marzo a Borgo Panigale, quando Bologna servizi cimiteriali ha comunicato ad Arpae la necessità di fermare tutte e tre i forni. Ma secondo Di Benedetto e la relazione che Arpae ha inviato all’Area Autorizzazioni ambientali metropolitana, all’Ausl di Bologna e al Comune, ci sarebbero stati altri sforamenti registrati i primi di luglio del 2025, che in questo caso il gestore non avrebbe comunicato

Con quasi 12mila cremazioni l’anno, l’impianto di Bologna è il secondo in Italia: prima viene quello di Roma (circa 16mila), subito dopo quello di Milano (10mila).

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